venerdì 20 novembre 2009

Servizi offerti dai SNS in Cina


La competitività dei SNS cinesi sarà garantita da una nuova offerta di servizi.


La speranza della maggior parte degli utenti (40,9%) è che in futuro si potrà accedere ed usufruire pienamente di SNS attraverso il cellulare. Importanti aspettative sono riscontrabili anche nel miglioramento delle applicazioni (25,6%) così come nella reperibilità di informazioni (22,6%) e nella qualità dei giochi on line (21,9%).


La differenza di sesso sembra essere una componente decisiva per quanto riguarda il successo di taluni servizi.

Il commercio elettronico ad esempio, registra una componente maschile più forte (14,5%) rispetto a quella femminile (10,9%); situazione opposta nel commercio dei beni virtuali in cui le donne (19,8%) sono maggiormente attive rispetto agli uomini (15,8%); la componente femminile è inoltre maggiormente presente (23,0%) nel gaming on line rispetto a quella maschile (20,8%).

I servizi maggiormente apprezzati nei SNS cinesi sono inoltre molto legati al livello d’istruzione. Ad esempio, i servizi di messaggeria istantanea (31,1%), le applicazioni (52,8%) e l’acquisto di beni reali (24,5%) sono maggiormente apprezzati da utenti con un’istruzione di livello superiore.


L’utilizzo del cellulare per accedere ai SNS è molto spiccato tra gli studenti delle scuole superiori (47,8%). Un altro dato interessante è offerto dal gaming on line praticato dal 47,5% degli intervistati e con un’età inferiore a quella della scuola primaria.

La disponibilità economica mensile gioca un ruolo fondamentale anche in relazione all’attività degli iscritti ai SNS.


I più abbienti sembrano prediligere i servizi di e-commerce, e quelli che favoriscono il commercio di beni reali (rispettivamente il 30,6% e il 26,5% dei soggetti con introiti superiore agli 8000 yuan mensili). I soggetti con un potere d’acquisto più ridotto sono consoni ad accedere ai SNS attraverso il cellulare (il 44% di soggetti che dispongono di una cifra inferiore ai 500 yuan e il 47% di quelli che non superano i 1000 yuan mensili) e per il gaming on line (il 28,7% di soggetti che non supera i 500 yuan mensili).

Le potenzialità di marketing presenti nei SNS cinesi sono molto marcate e promettenti. La maggior parte dei netizen (29,9%) sembra decisamente reattivo nel riconoscere campagne pubblicitarie grazie ad un coinvolgimento diretto; questo si realizza grazie alla possibilità di commentare attraverso voti e consultazioni la pubblicità di un prodotto. Altre forme di riconoscimento pubblicitario da parte dell’utenza consistono nella creazione di “gruppi” che rievocano il nome o le caratteristiche di un prodotto (26,6%) e nella più passiva forma di banner presente nella pagina personale del netizen (22,1%).


Di estremo interesse è anche la valutazione dell’efficacia della pubblicità nei SNS cinesi: il 39,9% degli intervistati ritiene che le lo stato attuale della pubblicità garantisce degli spunti d’impatto e interessanti. Al contrario vi è un 30,1% che sostiene di non essere mai stato colpito da pubblicità particolari nei social network. Il 19,1% degli intervistati registra un apprezzamento moderato, mentre il 9,6% non è mai stato colpito da inserzioni pubblicitarie.

Il genere femminile si dimostra decisamente molto più reattivo nel riconoscere la pubblicità presente nei SNS. Discorso che trova riscontro nella votazione e nella valutazione di materiale pubblicitario (33,8% rispetto al 26,5% del genere maschile). Stesso discorso per quanto riguarda l’iscrizione a gruppi con un nome inerente ad un particolare brand (27,3% rispetto al 25,9% della componente maschile) e il riconoscimento di pubblicità sulla pagina del profilo personale (24,5% contro il 19,9% della componente maschile).


Anche il livello d’istruzione è un aspetto molto rilevante. Tra i dati più rilevanti è utile mettere in evidenza come il 41,5% di utenti con un titolo superiore alla laurea riconosce gruppi dal nome simile a quello di un brand. Allo stesso tempo il 32,5% dei soggetti senza nessun tipo di istruzione è capace di riconoscere gli spazi pubblicitari presenti sull’home page del social network (a differenza del 13,2% di soggetti con un’istruzione superiore alla laurea). Rimanendo in tema di soggetti con un’istruzione superiore, è possibile confrontare due dati: il 37,7% di essi apprezza giudicare e votare campagne pubblicitarie, eppure il 28,3% dello stesso gruppo non apprezza nessun tipo di forma pubblicitaria presente nei SNS.


giovedì 19 novembre 2009

V Chinese blogger conference


Ecco un sunto di ciò che si è verificato a Lianzhou, (a quattro ore da Canton) un paio di settimane fa. La conferenza annuale ha avuto come titolo “微动力,广天地" (Micro Forza, mondo più ampio), 150 ospiti e 14 emittenti straniere che hanno riportato la notizia.

Alcuni tra i blogger cinesi più autorevoli della RPC si sono riuniti per discutere sulle potenzialità espresse e future del microblog in Cina.

Vi suggerisco la lettura dei seguenti post per scoprire cosa è successo:

mercoledì 18 novembre 2009

La mobilità dei SNS in Cina

Ciò che spinge un netizen cinese ad iscriversi ad un nuovo SNS è la possibilità di poter rincontrare on line amici, colleghe e persone care (63,5%), sono tuttavia apprezzati anche quei SNS nei quali è possibile ottenere notizie (32,4%) che offrono una diversificazione di argomenti (21,4%) e una varietà di giochi on line (18,6%).


La scelta dei social network in Cina non è irreversibile se è vero che il 68,7% degli intervistati risulta fedele alla prima comunità on line cui si è iscritto. Va comunque sottolineato come il 31,3% dell’utenza abbia abbandonato un SNS per iscriversi ad un’altra comunità on line.

I principali motivi che spingono gli utenti ad abbandonare i SNS cinesi sono l’assenza di attività interessanti (29%), la scarsità di informazioni (27,9%) e l’insufficiente presenza di amici (26,5%).

La previsioni lasciano intendere che in futuro Renren (ex Xiaonei) riuscirà ad imporsi (anche se solo parzialmente) nel mercato dei SNS cinesi. Il 71,2% degli intervistati risponde che sceglierebbe l’ex social network universitario come prima alternativa all’attuale SNS; le altre scelte indicano un distacco non particolarmente significativo: Kaixinwang il 66,3% nelle preferenze, 51.com il 63,8%, QQ xiaoyu il61,1% e Sina space il 56,4%.

Chi frequenta i SNS in Cina


Il canale più utilizzato per avvicinarsi ai social network è il passaparola degli amici, compagni di scuola o colleghi (74,6%) seguito da siti d’informazione (15,4), segnalazioni presenti su motori di ricerca (16,2%), pubblicità televisiva o su giornale (12,6%).


Una delle caratteristiche principali dei social network è quella di consolidare la comunicazione tra amici, non stupisce quindi il fatto che il 75,8% di iscritti ai SNS abbia tra i propri contatti persone precedentemente conosciute nella vita reale. Meno marcata è la presenza di contatti maturati tramite la lettura di blog (23,1%), e programmi di messaggeria istantanea (22,8%).

L’accesso e l’utilizzo dei SNS possono già definirsi pratiche quotidiane. Infatti, su 131 milioni di utenti c’è il 17,9% che vanta almeno un accesso al giorno, il 16,4% due volte, il 17,1% dalle due alle tre volte al giorno. Da segnalare anche l’8,4% che si connette dalle quattro alle cinque volte al giorno. Il restante 40,2% dell’utenza si connette una volta ogni fine settimana o in seguito ad archi di tempo più lunghi.


Il motivo principale per cui ci si iscrive ai social network varia in base alla tipologia di utente. Le ragioni più diffuse tra chi si connette più di una volta al giorno sono: quella di ammazzare il tempo (54,8%), intrattenere relazioni con vecchi amici (42,6%), giocare a dei videogame (30,9%). Il divertimento on line nei SNS è anche la prima scelta di chi si connette solo una volta al giorno.


Chi dedica più tempo ai SNS, preferisce creare nuove amicizie; generalmente si tratta di soggetti che accedono ai servizi almeno due volte al giorno (42,7%) o almeno quattro volte al giorno (39,3%).


Tra le azioni più abitudinarie di chi si connette per più di una volta al giorno vi sono: la visualizzazione del profilo degli “amici” (58,7%), scrutare le “attività recenti” di nuovi amici (53,9%) e giocare on line (51,7%). Anche chi si connette solo una volta al giorno predilige visionare lo status dei propri “amici” (52,6%), ma quest’ultima categoria non disdegna la comunicazione attiva attraverso il sito del SNS (50,6%). L’aspetto della comunicazione è il più rilevante anche per chi accede ogni due giorni (58,2%), ogni tre – quattro volte al giorno (58,1%), ogni fine settimana o in archi di tempo più lunghi (47,2%).


Per quanto l’utilizzo dei SNS possa essere definito una pratica quotidiana, il 60,6% degli iscritti trascorre meno di un’ora al giorno, il 25,6% dall’una alle due ore, il 7,5% fino alle tre ore nell’arco della giornata.

Ancora una volta, ciò che colpisce del Web 2.0 cinese e l’impressionante dinamicità del Popolo della Rete. Tale impressione trova conferma nel 54,2% di iscritti che aggiorna il proprio album fotografico, nel 47,6% che “posta” commenti, nel 33,3% che condivide link, file audio e video.


Tra la gamma di attività offerte dai SNS le più apprezzate sembrano essere: la possibilità di “postare” un messaggio (51,2%), quella di condividere delle foto (48,6%) e quella di compilare un blog (41,5%).


I dati del rapporto CNNIC avvalorano la tesi secondo cui i SNS non abbiano delle ricadute sulla vita reale dell’utente; oltre il 91% degli intervistati sostiene infatti di non aver riscontrato nessun cambiamento a causa della sua attività sui social network. Il 4,1% ammette che l’attività nelle comunità virtuali ha una grande ricaduta anche nella vita reale, mentre il 4,0% ritiene che la ricaduta è modesta.

venerdì 13 novembre 2009

Situazione degli utenti dei SNS cinesi


Immagine via Gang Lu (Mobinode)

Il 2009 è stato un anno molto importante per i social network in Cina, il loro successo deriva principalmente dall'offerta di tipo ricreativo che ha colto l'attenzione di diversi milioni di cybernauti. Anche la componente commerciale costituisce un aspetto rilevante dal momento sempre più utenti si servono dei social network per comunicare, lavorare, commentare la qualità di beni materiali ma anche campagne pubblicitarie.

L'impressione è che il CNNIC sia conscio delle potenzialità dei social network, tant'è che nell'introduzione del rapporto statistico si sottolinea come i SNS stiano conoscendo una fase di diversificazione che condurrà ad una maggiore competitivtà e creatività in diversi settori.

Gli utenti cinesi registrati ad un social network cinese sono
121 milioni il cui 51,3% è costituito da soggetti maschili e il 47,1% da soggetti femminili, dati che sono molto simili al "24° rapporto statistico sullo sviluppo di internet" pubblicato lo scorso luglio sempre dal CNNIC e in cui la divisione dei 338 milioni di utenti internet in Cina registrava il 53,0% di soggetti maschili e il 47,0% di soggetti femminili.

L'utenza media registrata ai SNS può definirsi decisamente giovane poiché la fascia che racchiude soggetti dai 20 ai 29 anni registra un 52,6% di soggetti maschili e un 29,8% di soggetti femminili. Nel gruppo di soggetti dai 10 ai 19 anni la maggioranza seppur non molto marcata è rappresentata dal 33,0% dei soggetti femminili sul 31,1% dei soggetti maschili. In merito a questi dati si potrebbe così abbozzare una distinzione tra studenti di scuole inferiori e studenti universitari.

Gli studenti rappresentano il 53,3% dell'utenza che utlizza servizi di SNS, mentre solo il 31,7% del così detto Popolo della Rete (utenza internet cinese in generale). Il secondo gruppo più avvezzo all'utilizzo dei social network è quello dei colletti bianchi (15,4% sul totale), di notevole interesse il ruolo dei dipendenti statali impegnati nelle danwei, (il 10,8% sul totale). In merito a quest'ultimo dato sarebbe interessante sapere se la presenza di dipendenti statali sui social network è da definirsi formale o meno. La giovane età dei soggetti iscritti ai SNS rispecchia la situazione generale del Popolo della Rete: una disponibilità economica modesta. Il 25,3% di utenti iscritti a dei SNS non può contare su un budget mensile superiore ai 500 yuan, il 21,3% non supera i 1000 yuan al mese, il 10,1% ha un potere d'acquisto che arriva a 1500 yuan. Interessante notare come visto da una prospettiva generale, il Popolo della Rete con un potere d'acquisto che oscilla dai 500 ai 1000 yuan ammonta al 15,6%, quello con un budget dai 1000 ai 1500 yuan al 14%.

Questo fenomeno potrebbe suggerire un binomio ancora più forte tra microtransazioni e SNS di quanto non esista già nel contesto generale del Web cinese.
Per quanto concerne gli operatori, QQ xiaoyu è il leader con una quota del 50%, Renren (ex Xiaonei) ha il 37%, Sina kongjian registra il 36,6% del mercato, 51.com il 27,1% e Kaixin001 il 26,4%

通知: SNS in Cina rapporto CNNIC

Solo una segnalazione: ieri è stato pubblicato il rapporto sullo stato dei SNS in Cina. Ecco il link, al momento è disponibile solo la versione in lingua cinese. Spero di tradurre i tratti salienti entro la prossima settimana.

Alcuni spunti di getto:
  • 124 milioni di utenti cinesi iscritti a social network
  • I social network più famosi sono QQ xiaoyu, renren, Sina space, 51.com
  • Studenti e colletti bianchi sono gli utenti più attivi nei SNS
  • L'80% di nuovi iscritti ai nuovi SNS deriva da inviti di parenti, amici, colleghi
  • Oltre il 75% degli utenti ha una relazione offline con i propri contatti presenti nel SNS
  • Il 40% degli utenti iscritti a dei SNS controlla il poprio profilo almeno una volta alla settimana
Spero di essere più preciso nei prossimi post

martedì 3 novembre 2009

Stupro, ma solo temporaneo


Lo scorso 22 febbraio ho pubblicato un post dal titolo nascondino mortale nel quale cercavo di mettere in luce la relazione tra episodi di cronaca e slang on line in Cina. Nella fattispecie riferivo della scomparsa di un giovane detenuto avvenuta in circostanze quanto mai singolari.

A distanza di qualche mese, un altro episodio ha stimolato la creatività del popolo della Rete. Nel luglio scorso due uomini, che a quel tempo lavoravano come assistenti per le forze dell'ordine presso la città di Huzhou, nella provincia dello Zhejiang, hanno violentato una ragazza che pare si era fermata a cenare con loro.

Il processo conclusosi un paio di giorni fa ha condannato i due uomini a tre anni di detenzione. La Corte di Nanxun ha giustificato la sentenza appellandosi ad uno "stupro temporaneo". Una soluzione questa, che ha evitato ai due violentatori almeno 10 anni di detenzione previsti dalla Criminal Law.

Gran parte del popolo della Rete, si è interrogato sulla valenza giuridica dell'aggettivo temporaneo che ha spinto la Corte a questo tipo di sentenza. Pare però che il tormentone sia stato generato da un equivoco. Sul Renminwang si parla di un'interpretazione erronea dell'utenza, incapace di soffermarsi in maniera precisa sulla giustificazione della Corte che parla di 临时性的即意犯罪 tentato stupro temporaneo.

Correzioni o meno, la notizia ha sviluppato un acceso dibattito in Rete. Oltre a sottolineare l'ingiustizia dell'accaduto, molti utenti hanno manifestato la loro preoccupazione sulle conseguenze che questo caso poterà in futuro.
Nonostante alcune paure, la creatività degli utenti cinesi non si è fatta attendere. Da qui la proliferazione dell'aggettivo temporaneo, associato ad azioni negative come, uccidere, rubare, rapire etc. etc.
Un riferimento nemmeno tanto velato volto a sottolineare la contrarietà alla pena inflitta.

Sempre in riferimento al pezzo del Renminwang, ci si augura che in futuro si possa evitare lo sviluppo di "slogan di Internet" per far così spazio alle argomentazioni delle Corti.
Una decisione che non tarderà ad essere attuata. Lunedì scorso, Meng Jianzhu, ministro della sicurezza pubblica, ha dichiarato che il controllo di Internet sarà implementato al fine di garantire "la stabilità sociale" sia on line che nella vita reale. Che sia solo una questione di tempo?

Fonti e approfondimenti

lunedì 26 ottobre 2009

Questione di muri


Non è una novità che la voglia di liberà di espressione in Cina passi dal Web. Allo stesso tempo, non stupisce più il fatto che gli utenti cinesi si servano di piattaforme fuori dai confini locali per esprimere la loro creatività e le proprie istanze.

Quest'anno ricorre il ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino. Per l'occasione l'associazione culturale KulturProjekte Berlin ha creato un sito nel quale è possibile registrare commenti sullo storico evento del 1989.

L'iniziativa invita inoltre a segnalare eventuali barriere ancora esistenti che dovrebbero essere abbattute per creare "un mondo migliore".
L'utenza cinese ha risposto prontamente, tant'è che il sito è coperto da messaggi in caratteri cinesi.

La speranza del popolo della Rete è quella di abbattere la così detta Grande Muraglia di Fuoco (Fanghuo Changcheng 防火长城), il grande firewall che dal 1998 limita la navigazione nella Rete Cinese. Per partecipare all'iniziativa gli utenti cinesi devono solo utilizzare l'hashtag #fotw su twitter in modo che il messaggio possa essere inserito automaticamente sul sito.

Se è vero che l'azione di censura è ancora molto presente in Cina, nonostante grandi eventi come la celebrazione del 60° anniversario della RPC o la (parzialmente mancata) commemorazione degli scontri di Tiananmen, è altrettanto vero che da anni la Grande Muraglia di Fuoco non riesce a sedare in maniera completa la navigazione "non armoniosa".

Non sarebbe quindi da escludere a priori la caduta di un nuovo muro (seppur virtuale). Certo, il Partito dispone già di altri espedienti per realizzare la sua opera di censura e a questo va aggiunto l'insuccesso di servizi blasonati come Facebook che arrivano oggi a registrare solo 14000 utenti attivi; ma l'eventuale caduta della Grande Muraglia di Fuoco costituirebbe l'ennesimo segnale di una popolazione viva e in grado di far sentire la propria voce.

Fonti e approfondimenti:

domenica 25 ottobre 2009

Google ricerca libri e Tudou: ritorno all'1.0?



Il primo video dei Back Dormitory Boys,uno dei tanti video che ha reso popolare Tudou sito di video sharing cinese che basava il proprio successo sui contenuti generati da propri utenti.


Google Ricerca libri, l'ambizioso progetto di Google di creare una grande libreria mondiale sul Web ha fatto discutere anche in Cina.

Lo scorso 16 ottobre l'associazione che si occupa della tutela dei diritti d'autore delle produzioni stampate in Cina (Zhongguo Wenzi Zhuzuoquan xiehui
中国文字著作权协会) ha pubblicato sul sito dell'associazione degli scrittori cinesi (zhongguo zuojia wang 中国作家网) un articolo nel quale invitava gli scrittori cinesi a far valere i propri diritti editoriali protestando contro Google reo di aver effettuato lo scan e la ripubblicazione on line di diverse opere cinesi.

Google ricerca libri mette a disposizione 60 dollari all'autore per ogni opera messa in rete e garantisce il 63% dei ricavi prodotti dall'eventuale vendita on line.
Il progetto dalle mire internazionali è partito nel 2004 e ha già avuto alcuni intoppi sia negli Stati Uniti che fuori.

L'esperienza di Google Ricerca libri nella RPC ha inizio nel 2007. Attualmente i libri cinesi presenti nel servizio sono oltre 18 000 e gli scrittori coinvolti nella vicenda sono oltre 550, pare però che molti di questi non erano a conoscenza di quanto accaduto. Per questo motivo Google ricerca libri, oltre ad aver suscitato il risentimento di molti scrittori cinesi, ha infranto la legge locale.

Lo scorso 22 ottobre Google ha inviato una nota al China Daily dichiarando che il suo servizio al momento offre solo dei frammenti di libri cinesi e solo le opere degli autori che hanno espresso il loro consenso sono disponibili in versione integrale.

Sempre sulle pagine del China Daily, con un articolo dello scorso 22 ottobre dal titolo Un sacco di preoccupazioni per Google, si ipotizza che l'azienda americana sarebbe al lavoro per presentare una proposta adatta al mondo dell'editoria cinese. Tra le altre cose Google specifica che i contenuti della Notifica di Transazione per gli aventi diritto, si limitano ai lettori statunitensi e sono regolati dalla legge USA. Sempre nella nota inviata al China Daily Google promette che "si dimostrerà disponibile ad ascoltare tutte le istanze ed eventualmente a trovare una soluzione".

Parole che non hanno sedato lo scetticismo e la rabbia di Zhang Hongbo, direttore della società per la tutela dei diritti d'autore delle produzioni stampate in Cina. Se è vero che Google si impegna nella ristampa e nella pubblicazione di libri difficili da recuperare è altrettanto vero che a detta dell'editore cinese le dichiarazioni dell'azienda statunitense non si sono rilevate né chiare né soddisfacenti. A questo va aggiunto il mancato riconoscimento di aver infranto la legge cinese sui diritti d'autore.

Difficile avere una visione completa, anche perché se da un lato Zhang chiede il riconoscimento di un'infrazione giudiziaria da parte di Google, le scuse ufficiali e una negoziazione per ripagare gli autori cinesi per i danni subiti; dall'altra parte l'azienda statunitense rende noto che oltre 30 000 libri cinesi sono stati indicizzati in virtù del consenso di 50 case editrici.

Un'altra notizia che ha colto la mia attenzione è quella inerente il successo economico di Tudou, uno dei servizi di video sharing più popolari in Cina.

Dal prossimo anno il servizio dovrebbe essere in grado di raggiungere il punto di pareggio e di monetizzare. Una soluzione di certo molto interessante se si considera che Youtube, il più grande sito di video sharing al mondo, è ancora lontano dal ricavare degli utili per garantire la sostenibilità dei video generati dagli utenti.

Il motivo del successo di Toudu consiste nella sua scelta strategica di investire il suo 40% in video non generati dagli utenti, promuovendo così la visione di serie televisive di Hong Kong e Taiwan. La percentuale sembra inoltre destinata a salire se si considera la recente predisposizione del Governo ad oscurare servizi Web 2.0 che non siano prettamente di carattere ludico.
D'altra parte se all'inizio del prossimo anno le ore di programmi televisivi presenti su Tudou saranno 2 300 nel 2010 dovrebbero ammontare a 37 000 secondo le stime di Anita Huang, vice presidente del servizio di video sharing.

Per quanto queste due storie possano sembrare diverse tra loro ho l'impressione che entrambe possano essere utili per sottolineare come anche in Cina le regole del diritto d'autore siano al centro di un dibattito acceso che si scontra con interessi economici restii a promuovere nuove forme di business più compatibili con una considerevole parte di consumatori che hanno confidenza con la Rete.

Det
to questo, sarebbe altrettanto importante mettere in risalto come l'eventuale proliferazione di libri di testo on line e la diffusione di video generati dagli utenti hanno finora rappresentato un ottimo strumento per la maturazione di una società civile e il consolidamento di un dibattito pubblico.

La limitazione dell'accesso al sapere così come il potenziamento, seppur velato, di strutture di comunicazione verticale come quelle televisive sono scelte che non a torto dovrebbero essere inserite in un quadro politico più ampio che da anni si contrappone al dinamismo crescente della popolazione cinese.

Non a caso proprio ieri un twitt di Chu Wangtai sottolineava come Google non abbia infranto la legge del diritto d'autore cinese e che in realtà la disputa era solo un pretesto del Governo per proteggere alcuni scrittori poco lungimiranti e con voglia di lamentarsi.

Fonti e approfondimenti

giovedì 22 ottobre 2009

Il fenomeno di love apartment 爱情公寓


Un altro aspetto fondamentale dell’utenza internet cinese è la presenza femminile (il 60% sul totale); questa ha dimostrato negli anni una forte predisposizione alla gestione di appartamenti virtuali. I motivi che spiegano tale fenomeno sembrano dettati dall’esigenza di molti studenti universitari di cercare spazi più riservati rispetto ai campus universitari.


Il fenomeno di iPartment si è stato sviluppato nel
2003 a Taiwan arrivando a registrare 1.800.000 utenti; nel 2004 questa pratica ha preso piede anche nella Cina continentale. Oggi sono 20 milioni i possessori di questo “bene digitale”. Il ruolo della donna è particolarmente rilevante perché capace di fungere da “esca” per utenti di sesso maschili con i quali è possibile condividere lo spazio virtuale; dall’interazione tra gli inquilini dell’appartamento ne consegue un potenziale scambio di doni, sempre virtuali, sostenuto da un mercato molto variegato che va dal mobilio fino agli effetti di natura personale.

iPartment è inoltre capace di sfatare il luogo comune secondo cui è difficile generare profitti attraverso i social network. L’80% dei profitti della comunità virtuale è generato da inserzioni pubblicitarie alcune delle quali dal calibro globale come Dior, L’Oreal, Estée Lauder, Avon, Nivea, e Lancôme. A tal proposito è tuttavia importante sottolineare come la modalità del banner viene sostituita da veri e propri negozi virtuali: marchi come Starbuks, Adidas, Samsung, Aupre, Acer, Hp e Nescafé hanno già occupato gli spazi di Aiqing Gongyu.


L’obiettivo di iPartment è quello di riproporre nella Cina continentale il modello taiwanese il quale basa l’80% dei propri introiti sul sistema di micro pagamento e il 20% in sezioni pubblicitarie. La crescita del bacino d’utenza in Cina garantisce introiti maggiori grazie ad un sistema collaudato ma soprattutto decisamente compatibile con quelli che sono i gusti e le abitudini degli utenti locali


Per fonti e approfondimenti vi invito a scrivermi su gianluiginegro [at] email.it