Gli indirizzi Internet in Cina che abbracciano gli standard IPv4 sono 230 milioni.
Nonostante il proliferare degli standard IPv4, il CNNIC sembra maggiormente orientato ad un’implementazione degli standard IPv6 il cui sviluppo è definito imperfetto soprattutto a causa di un sistema di assegnazione nazionale.
Per quanto la quantità di siti internet sia più massiccia rispetto allo scorso luglio (+17 milioni) il tasso di crescita annuale è vertiginosamente sceso dal 50% al 5,6%.
Discorso diverso per le pagine web che nell’ultimo anno sono passate da 161 milioni a 336 milioni registrando un tasso di crescita superiore al 108%.
Mediamente ogni sito internet in Cina ha 10.397 pagine (un incremento dell’86% rispetto allo scorso anno), tuttavia il numero dei byte per pagina ha registrato una crescita modesta pari al 2,9KB.
Il CNNIC, sulla base dei rapporti pubblicati dal 2005, mette in luce il problema del rapporto tra indirizzi IP e utenti denunciando che un ulteriore diminuzione dello spazio dedicato agli IP potrebbe compromettere lo sviluppo della Rete in Cina.
Tra le altre considerazioni, occorre registrare lo sviluppo del dominio .CN sostenuto dal progetto “incrementare il dominio nazionale” (guojia yuming tengfei jihua) e l’aumento del traffico in uscita dai confini nazionali: due segnali su cui è possibile valutare positivamente lo sviluppo della Rete in Cina.
Uno degli aspetti da sottolineare è quello della sostenibilità: il CNNIC sembra infatti riconoscere che i ritmi di crescita registrati negli ultimi 4 anni non potranno essere riproposti visto che il nuovo obiettivo sarà quello di garantire uno sviluppo equilibrato nel campo dei domini, dei siti ma anche in quello della velocità di connessione e dall’apertura verso l’esterno.
In merito a questo argomento suggerisco una lettura di qualche anno fa e proposta dall'APIC e cercava di sedare le preoccupazioni del CNNIC circa la possibilità di una saturazione dello spazio riservato ai domini. Pare però che a distanza di anni i dubbi dell'istituto cinese si siano rafforzati.
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